03/03/2008
La coscienza
La vera coscienza è il santuario dell'anima perchè sente risuonare la voce inconfondibile del Dio Creatore, che comanda il bene e proibisce il male.
Quindi il filo diretto con Dio è la nostra coscienza. Se sapremo far tacere la voce dell'egoismo e dell'orgoglio, della paura e del risentimento, della colpevolezza e della compiacenza, allora Dio ci guiderà passo passo fino alle vette della perfezione morale della nostra coscienza. In questo mondo, dove maestri e profeti si fanno sentire ogni giorno, dobbiamo ritornare incessantemente alle nostri virtù coscienziose. Nel silenzio esaminiamo la voce di Dio, ascoltando i suoi insegnamenti divini e sicuramente con Lui, nostro Maestro, non ci smarriremo dalle vie del bene e della perfezione. Solo seguendo con retta coscienza le proprie azioni buone rifuggiremo da quelle cattive, perchè se soffochiamo la propria coscienza, crederemo solo a quello che ci parrà utile e agiremo come capita agli animali. Anche la perla più preziosa, se coperta di fango, non manda più la sua sfolgorante luce. Così la parte divina della nostra anima, dove Dio ha scritto la legge eterna del bene, può venire sommersa dai detriti del male. Il rimorso di coscienza è proprio degli uomini ed i bruti sono in pace solo quando credono che la carne è soddisfatta. L'uomo coscienzioso invece, quando agisce male, non si sente del tutto tranquillo, perchè pur ottenendo ciò che si proponeva, ha un'inquietudine insopprimibile che si fa largo fra le pieghe coscienziose del cuore. Beati gli uomini che non soffocano la coscienza che rimorde, perchè essa è una voce che segnala il pericolo! Quando la coscienza interiore squilla, dobbiamo essere vigilanti perchè il nemico ci sta attirando nelle sue trappole. Anche ai più grandi peccatori, che hanno "ucciso" la loro coscienza e compiono il male con naturalezza, Dio, nella Sua infinita misericordia, concederà la grazia di un risveglio insperato. Fu così anche per Giuda il quale, dopo il "delitto", vide l'orrore di quanto aveva compiuto e si liberò del denaro macchiato dal sangue innocente. E' in momenti come questi che in coscienza bisogna credere alla misericordia di Dio. Il rimprovero della coscienza non è una condanna: infatti l'amore di Dio è più grande di qualsiasi peccato e i rimproveri della propria coscienza sono la voce del Padre che ci richiama sulla via della salvezza. Se ascoltiamo la coscienza ci salveremo: dobbiamo però saper distinguere la voce di Dio dalla coscienza dell'egoismo. Perchè la "coscienza larga" e la "coscienza di comodo" ci portano rapidamente alla rovina, senza che ce ne rendiamo conto.
"La coscienza larga giustifica ogni peccato e chiama bene anche ciò che è male". "La coscienza di comodo giudica buono tutto ciò che sembra utile".
Sono questi i due guanciali su cui solo lo stolto dorme sonni tranquilli. Quando in noi sarà maturata la certezza della nostra coscienza, allora significa che è il momento di agire. Nelle situazioni più difficile, dobbiamo con umiltà chiedere consiglio a Dio che parla alla nostra coscienza, e quando avremo fatto tutto il possibile per avere un giudizio morale illuminato, sapremo che la responsabilità di decidere è solo nostra. E' nelle decisioni morali che l'uomo costituisce il suo destino eterno. Ed una volta che la nostra coscienza è ben radicata nella verità, dobbiamo senza esitare seguirla anche a costo della vita.
21:48 Scritto da: lauraschumy in Scritti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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