03/03/2008
Perchè vivo
Dio crea l'uomo. Quindi anche l'uomo deve la sua esistenza e la sua natura a Dio. Non c'è niente di ciò che egli possieda o possa fare che non sia dono di Dio, dalla forza fisica all'intelligenza. Dio lo creò "con la polvere del terreno e soffiò sulle sue narici un alito di vita". Con queste parole la Bibbia ci dice che l'uomo non è identico alle bestie, pur avendo con queste qualcosa in comune. Infatti parlando della creazione degli animali, che pur sono esseri viventi, non si parla di "alito di vita". Questa è una potenza particolare che rende l'uomo persona vivente. Il problema del vivere al giorno d'oggi è un problema di lotta impari contro una società violenta. Il suo fallimento è inevitabile perchè manca una base sociale perchè purtroppo la cultura dominante emargina gli anziani, gli handicappati, i deboli, i malati. Osserviamo la pubblicità: appaiono solo persone belle, brillanti, sane e vigorose, ricche e fortunate. La nostra società non vuole sentire parlare dei sofferenti, scaccia il discorso sul dolore e sulla morte come un discorso oscuro, indecente. Quando un malato non è in ospedale, ma a casa, tutta la famiglia partecipa al suo dolore. In altre parole, la cultura dominante della nostra società sembra incapace di fornire un "senso" al soffrire e al morire, per questo cerca di espellere da se, isolando ed emarginando, sia il sofferente che il morente. Esaminiamo quindi con vera fede in Dio questo progresso che non è regolare: cerchiamo di contenere questo progresso che ci porterebbe ad estinguere la vita sulla terra. Se vogliamo progredire sulla strada che introduce alla vera gioia meditiamo il Vangelo di Gesù Cristo, che è una strada ripida e faticosa. Non rassegnamoci quindi alla mediocrità e non arrendiamoci ai condizionamenti delle mode correnti, non cediamo alle blandizie del consumismo. Cristo ci chiama a cose grande: non deludiamolo.
21:50
Scritto da: lauraschumy
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La coscienza
La vera coscienza è il santuario dell'anima perchè sente risuonare la voce inconfondibile del Dio Creatore, che comanda il bene e proibisce il male.
Quindi il filo diretto con Dio è la nostra coscienza. Se sapremo far tacere la voce dell'egoismo e dell'orgoglio, della paura e del risentimento, della colpevolezza e della compiacenza, allora Dio ci guiderà passo passo fino alle vette della perfezione morale della nostra coscienza. In questo mondo, dove maestri e profeti si fanno sentire ogni giorno, dobbiamo ritornare incessantemente alle nostri virtù coscienziose. Nel silenzio esaminiamo la voce di Dio, ascoltando i suoi insegnamenti divini e sicuramente con Lui, nostro Maestro, non ci smarriremo dalle vie del bene e della perfezione. Solo seguendo con retta coscienza le proprie azioni buone rifuggiremo da quelle cattive, perchè se soffochiamo la propria coscienza, crederemo solo a quello che ci parrà utile e agiremo come capita agli animali. Anche la perla più preziosa, se coperta di fango, non manda più la sua sfolgorante luce. Così la parte divina della nostra anima, dove Dio ha scritto la legge eterna del bene, può venire sommersa dai detriti del male. Il rimorso di coscienza è proprio degli uomini ed i bruti sono in pace solo quando credono che la carne è soddisfatta. L'uomo coscienzioso invece, quando agisce male, non si sente del tutto tranquillo, perchè pur ottenendo ciò che si proponeva, ha un'inquietudine insopprimibile che si fa largo fra le pieghe coscienziose del cuore. Beati gli uomini che non soffocano la coscienza che rimorde, perchè essa è una voce che segnala il pericolo! Quando la coscienza interiore squilla, dobbiamo essere vigilanti perchè il nemico ci sta attirando nelle sue trappole. Anche ai più grandi peccatori, che hanno "ucciso" la loro coscienza e compiono il male con naturalezza, Dio, nella Sua infinita misericordia, concederà la grazia di un risveglio insperato. Fu così anche per Giuda il quale, dopo il "delitto", vide l'orrore di quanto aveva compiuto e si liberò del denaro macchiato dal sangue innocente. E' in momenti come questi che in coscienza bisogna credere alla misericordia di Dio. Il rimprovero della coscienza non è una condanna: infatti l'amore di Dio è più grande di qualsiasi peccato e i rimproveri della propria coscienza sono la voce del Padre che ci richiama sulla via della salvezza. Se ascoltiamo la coscienza ci salveremo: dobbiamo però saper distinguere la voce di Dio dalla coscienza dell'egoismo. Perchè la "coscienza larga" e la "coscienza di comodo" ci portano rapidamente alla rovina, senza che ce ne rendiamo conto.
"La coscienza larga giustifica ogni peccato e chiama bene anche ciò che è male". "La coscienza di comodo giudica buono tutto ciò che sembra utile".
Sono questi i due guanciali su cui solo lo stolto dorme sonni tranquilli. Quando in noi sarà maturata la certezza della nostra coscienza, allora significa che è il momento di agire. Nelle situazioni più difficile, dobbiamo con umiltà chiedere consiglio a Dio che parla alla nostra coscienza, e quando avremo fatto tutto il possibile per avere un giudizio morale illuminato, sapremo che la responsabilità di decidere è solo nostra. E' nelle decisioni morali che l'uomo costituisce il suo destino eterno. Ed una volta che la nostra coscienza è ben radicata nella verità, dobbiamo senza esitare seguirla anche a costo della vita.
21:48
Scritto da: lauraschumy
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In cammino di speranza
Non lasciamoci prendere dallo scoraggiamento nel nostro cammino di speranza, perchè vale la pena di impegnarsi per qualcosa che vale. Rivolgiamoci perciò a Gesù come fece Paolo sulla via di Damasco: "Chi sei, o Signore?" E anche a noi Gesù il risorto risponderà: "Su, alzati e rimettiti in piedi ..." (26,15). La fase storica esige convinzione e forte impegno e sicuramente la fede in Dio ci aiuterà nel nostro cammino di speranza in Lui. Certo che al giorno d'oggi sono ben note le difficoltà che purtroppo rendono difficile l'adesione a Cristo in un cammino di speranza. Tra queste il consumismo, la visione edonistica della vita, la cultura dell'evasione, il soggettivismo esasperato, la paura di fronte agli impegni definitivi, la diffusa carenza di progetti. E' beato l'uomo che ripone il suo cammino di speranza con piena fiducia e bontà nel divin Cuore di Gesù, perchè le prove di quaggiù son tutte di breve durata, la vita stessa è un momento, che scompare di fronte all'eternità. Maggiormente beato l'uomo che nelle prove si lascia guidare dalla santa ubbidienza e riposa tranquillo nella volontà del Signore. Ricordiamoci che nel cammino di speranza la Scrittura dichiara che il Signore è fedele e non può venir meno alle sue promesse, come cantano i Salmi:
"Lodate il signore, popoli tutti,
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perchè forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura in eterno"
(Salmo 110,1-2)
21:47
Scritto da: lauraschumy
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